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MEANWHILE IN MATERIA DI PRIVACY…

Il Consiglio dei Ministri riunito l’8 agosto 2018 a palazzo Chigi ha approvato un pacchetto di decreti legislativi con il fine di adeguare la normativa nazionale a quella europea.

Per quanto riguarda la protezione dei dati personali - secondo quanto riportato nel comunicato del Consiglio dei Ministri n. 14 della stessa data - è stato finalmente approvato il Decreto attuativo dell’art. 13 della legge di delegazione europea 2016-2017 (legge 25 ottobre 2017, n. 163), contenente le disposizioni per l’allineamento della normativa nazionale alle previsioni dell’ormai celebre GDPR (General Data Protection Regulation - ossia il Regolamento (UE) 679/2016).

Nel momento in cui si scrive, il testo del Decreto non è ancora stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e, pertanto, non se ne conosce il testo integrale definitivo. Tuttavia, è possibile individuare sin da ora i punti salienti della nuova normativa attraverso i primi commenti diffusi dai siti istituzionali.

Il Codice della Privacy – D. Lgs. 196/2003 – rimane in vigore, con le modifiche previste dal Decreto di adeguamento (il primo tra gli schemi di Decreto che si sono succeduti, al contrario, ne prevedeva l’abrogazione, denotando una certa incertezza di approccio). Conseguentemente, alcune parti del Codice della Privacy saranno riformate, e le previsioni contrastanti o comunque non allineate con il GDPR saranno abrogate.

Il Codice della Privacy non è l’unico superstite: il comunicato del Consiglio dei Ministri indica che - seppur per un periodo transitorio – vengono fatti salvi anche i provvedimenti emessi dal Garante per la Protezione dei Dati, allo scopo di assicurare la continuità fino al momento in cui tali provvedimenti saranno oggetto di riesame.

Infine, la nuova normativa affiderebbe al Garante l’incarico di promuovere modalità semplificate di adempimento degli obblighi del titolare del trattamento per le micro, piccole e medie imprese. Si tratta di un aspetto sentito dal tessuto imprenditoriale, ed è con estremo interesse che rimaniamo in attesa di vedere come verrà declinato all’atto pratico dal Garante.

Queste le indicazioni di massima in un momento in cui neppure il Garante per la Protezione dei Dati Personali sul proprio sito si è sbilanciato nel fornire informazioni o chiavi di lettura sull'adozione del Decreto di adeguamento, complice probabilmente la calma agostana negli uffici.


..to be continued..


CM LP

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